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E se i segnali che ignoriamo in amore fossero proprio quelli che raccontano la verità sulla relazione?
Le red flag non arrivano sempre come campanelli d’allarme evidenti, spesso sono sensazioni sottili, piccoli disagi che si scelgono di ignorare come una battuta che svaluta, un confine superato con leggerezza oppure un silenzio usato come punizione. Non fanno rumore, ma lasciano tracce. Il problema non è vederle ma giustificarle, in amore si tende a spiegare tutto, anche ciò che fa male, pur di non mettere in discussione il legame.
Le green flag non sono gesti eclatanti ma presenze costanti, qualcuno che resta anche quando non è comodo, che ascolta senza preparare una difesa che non ha bisogno di vincere una discussione. Sono relazioni in cui non serve camminare sulle uova, dove il rispetto non è un premio ma un punto di partenza. Le green flag si riconoscono da come ci si sente dopo, non durante.
A volte ciò che ferisce viene scambiato per intensità, si confonde la tensione con la connessione, l’ansia con il desiderio. Questo accade quando si è imparato ad amare in condizioni instabili. Il familiare, anche se doloroso, appare più sicuro di ciò che è calmo. Così le red flag diventano familiari, mentre le green flag sembrano sospette.
Un amore vero e profondo non promette assenza di conflitti, ma chiarezza, non costringe a interpretare segnali o a decifrare silenzi. È uno spazio in cui le difficoltà non vengono usate come armi e la vulnerabilità non è un rischio costante.
Riconoscere le red flag e le green flag non serve a giudicare l’altro ma a proteggere sé stessi. Significa smettere di inseguire ciò che consuma e iniziare a dare valore a ciò che resta. In amore, la vera maturità è saper distinguere.
Agenzia LuiLuiLeiLei si distingue per il suo impegno nel favorire e assicurare la parità di diritti delle persone LGBTQIA+.