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Barbie da nemica ad amica
Barbie

Barbie da nemica ad amica

Da nemica numero uno delle donne a spina nel fianco di un regime totalitario e illiberale: strano destino quello di Barbie, la bambola di plastica più amata.

A quanto pare, anche la più odiata.

Dagli anni sessanta in poi considerata un modello negativo per l’universo femminile, grazie a una notevole campagna di rebranding Barbie è diventata oggetto di culto per donne e bambine, nonché ambasciatrice dei diritti della comunità LGBTQI+.

Il film di Greta Gerwig ha rappresentato la ciliegina sulla torta di questa svolta da parte di Mattel, tant’è vero che i maggiori detrattori della pellicola sono stati i content creator vicini alla galassia conservatrice.

Propaganda cinese

E c’è disegnato questo grande blocco chiamato Asia.

Questa è propaganda comunista cinese, tramite cui la Cina vuole rivendicare la sua sovranità su tutto il Mar Cinese Meridionale”.

Non era la prima volta che Ted Cruz si scagliava contro Barbie, dato che nel suo podcast si era già detto molto allarmato in vista dell’uscita del film:

Stiamo assistendo a un pattern di film di Hollywood che si prostrano ai piedi dei comunisti cinesi.

Sanno che piegarsi a ciò che rende felice il governo e il Partito Comunista Cinese significa che il film potrà essere distribuito in Cina.

Devo dire che è vergognoso vedere Hollywood fare da portavoce dei cinesi.

La Russia contraria a Barbie nei negozi

La pensano in un paese alleato della Cina, la Russia.

A luglio Maria Butina, membro del Comitato per gli affari internazionali della Duma di Stato, si è detta

”categoricamente contraria alla presenza di Barbie nei nostri negozi – proponendo di vietare la vendita di queste bambole perché – promuovono relazioni omosessuali”.

Secondo Butina, infatti, le Barbie sono ”il motore dell’agenda Lgbt, inaccettabile in Russia in base alla legge che vieta la propaganda Lgbt’’. Butina fa riferimento alla legge del 2013 con cui il presidente russo Vladimir Putin aveva vietato la cosiddetta propaganda Lgbt tra i bambini e le bambine, istituendo pene molto severe per chiunque avesse trasgredito alla legge.

L’anno scorso le pene sono state addirittura inasprite con l’istituzione del divieto di parlare e di promuovere rapporti sessuali non tradizionali, la pedofilia e qualsiasi genere di informazione circa gli intervento chirurgico di riassegnazione di genere.

In un’intervista a Duma Tv, Maria Butina ha anche parlato del film con Margot Robbie e Ryan Gosling definendolo: “uno spot per il Partito democratico e il suo programma”.

Nel frattempo Barbie ha sbancato i botteghini in tutto il mondo diventando un fenomeno globale e nonostante i divieti e la censura, la voce è arrivata anche in Russia dove centinaia di persone stanno sfidando il regime di Putin andando a vedere il film.

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