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Gianni Versace, il coming out
Gianni versace

Gianni Versace

Lunedì si è svolta una “Conversazione con Donatella Versace” presso il LGBT Center di Los Angeles. La chiacchierata con l’iconica stilista è servita per lanciare un nuovo programma di borse di studio della Versace Foundation e del Council of Fashion Designers (CFDA) per gli studenti LGBTQ+.

I giovani vogliono conoscere la moda e noi siamo qui per aiutarli“, ha precisato Donatella.

“I percorsi dei giovani LGBT sono a volte complicati e molti meritano una migliore possibilità nella vita”. “Sono stata circondata da molte persone intorno a me, ma la comunità LGBT non è sempre stata la benvenuta nella nostra società. Il mio ruolo è sostenere questa famiglia naturale, i miei fratelli e le mie sorelle”.

Donatella ha poi ricordato la prima volta che suo fratello Gianni le disse della propria omosessualità, facendo coming out.

“Quando avevo 11 anni Gianni mi disse due cose: la prima di tingermi i capelli di biondo, la seconda che era gay”.

Una notizia che avvicinò i due sempre più.

Sono cresciuta in Calabria, in un ambiente poco aperto ai gay, e l’ho sempre sostenuto per il suo essere diverso”, ha aggiunto. “Mi voleva intorno a sé, lo seguivo ovunque. Sono qui grazie a lui“.

Dopo l’omicidio di Gianni nel 1997, Donatella ha assunto il controllo creativo della casa di moda, contribuendo ad alimentare il mito Versace nei successivi decenni. “Oggi Versace impiega oltre il 60% di donne e il 48% di loro ricopre posizioni dirigenziali”, ha affermato Donatella. “Rivendico il mio status femminista.”

Donatella Versace, fiera sostenitrice del DDL Zan nel 2021, ha poi voluto ringraziare coloro che si battono per i diritti LGBTQIA, in prima linea, in qualità di attivisti. “È stato un onore visitare l’LGBTQ Center, la più grande organizzazione no profit LGBTQ+ del mondo. Questa comunità è sempre stata e sarà sempre la mia famiglia. Sono così grata a tutte le persone che stanno lottando per il nostro diritto di essere sempre autenticamente noi stessi”.

L’assassinio di Gianni Versace

Il re della moda stava tornando a casa dalla sua passeggiata sulla Ocean Drive. Stava salendo le scale della sua villa, ma non fa in tempo a spingere il cancello di ferro battuto. Ad attenderlo c’è il suo assassino. L’uomo, ancora senza nome, spara due colpi di pistola, senza un perché. A cosa fatta, scappa stringendo tra le mano la semiautomatica Taurus PT. È il suo compagno a chiedere aiuto. Quando i soccorritori giungono sul pozzo, Versace era a terra una pozza di sangue, le chiavi di casa da un lato e il giornale dall’altro. La corsa disperata al Jackson Memorial Hospital fu vana: il suo cuore smette di battere lasciando il mondo intero costernato.

La pista di cosa nostra

La polizia sembra avere una pista quando nel giardino della sontuosa villa gli agenti trovano una colomba bianca, firma inconfondibile della malavita organizzata. Gli ingredienti ci sono tutti: mafia e Italia si incastrano alla perfezione nell’immaginario collettivo. Mr Versace è stato vittima di Cosa nostra, ma è tutto sbagliato. La colomba è stata colpita accidentalmente da un proiettile mentre volava sopra la villa. La verità è a poche miglia di distanza, nella rabbia di un ragazzo di 23 anni, mezzo filippino e mezzo italiano. Bello e intelligente prova la carriera di modello, poi diventa un gigolò strapagato di uomini ricchissimi e influenti. Ma nulla sembra legarlo allo stilista, al genio della moda.

Il killer Andrew Cunanan

Il 1997 per Cunanan alisa Diego Morales, o chiunque altro decida di essere è il punto di rottura. La sua carriera criminale comincia quando decide di uccidere a martellate Jeffrey Trail, 28 anni. Pochi giorni dopo tocca a David Madison, 33 anni, quello che Andy chiamava ‘l’amore della mia vita’, freddato a colpi di pistola. Il terzo nome della lista è quello dell’immobiliarista 75enne, Lee Miglin, anche lui ex partner di Andrew, torturato con un cacciavite e poi sgozzato con un paio di cesoie nella villa di Chicago. Stessa sorte tocca a William Reese, custode del cimitero militare di Pennsville (New Jersey). Cunanan lo uccide per impossessarsi del pick up rosso con il quale arriverà in Florida. Sulla sua testa una taglia da 10 milioni di dollari. E il suo nome finisce nella FBI Ten Most Wanted Fugitives.

Perché a questo punto abbia scelto Versace come prossima vittima è impossibile saperlo. Fatto è che il suo piano diabolico va in scena all’ingresso della villa di Ocean’s Drive. Riconosciuto dal compagno dello stilista mentre fuggiva, è bracciato dall’Fbi. L’America rimane con il fiato sospeso in attesa della cattura.

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