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Parità di genere, Gucci è la prima azienda del lusso italiana a raggiungerla

Il marchio Gucci guadagna il primo posto nella corsa per l’uguaglianza di genere.

Il marchio di Kering, con i suoi più di 100 anni di storia (qui un nostro compendio) è da pochi mesi guidato creativamente da Sabato De Santo, dopo lo straziante addio di Alessandro Michele. Gucci ha ottenuto la Certificazione di Parità di Genere.

È la prima volta che un’azienda del settore del lusso in Italia viene premiata con tale certificazione, assegnata da Bureau Veritas, società indipendente di fama mondiale specializzata in ispezioni, verifiche di conformità e certificazioni. La decisione è stata presa dopo un rigoroso processo di valutazione che ha considerato sei indicatori chiave: cultura e strategia,governance, processi delle risorse umane, opportunità di crescita e inclusione per le donne, equità salariale tra i generi e supporto alla genitorialità e al bilanciamento tra vita privata e professionale.

Bureau Veritas ha ritenuto particolarmente rilevante l’istituzione del Global Equity Board da parte di Gucci. Questo organo di governance, insieme al Comitato Guida per la Parità di Genere, definisce la visione e le priorità della casa di moda in termini di diversità e inclusione.

Il video che pubblichiamo in questa pagina, rilasciato dalla stessa Gucci, riassume il lavoro svolto negli ultimi dieci anni sul tema della Gender Equality.

Alessandro Michele un anno fa aveva espressamente affrontato l’argomento, parlando di una moda oltre il genere, “Creo abiti per esseri umani” aveva chiosato Michele.

E sono tanti i video postati sui social grazie all’intensa attività di Equilibrium: video di artisti, attivisti, organizzatori e sostenitori che condividono le loro prospettive sull’uguaglianza, intercalati da aneddoti personali, storie di lotta, rinascita e speranza che spingono al cambiamento.

Tra i fattori che hanno contribuito al riconoscimento, spiccano le politiche globali di congedo parentale, i servizi di welfare e il modello di lavoro ibrido adottato da Gucci.

“Questo traguardo, raggiunto in anticipo rispetto ai trend europei e per primi nel settore del lusso in Italia, riafferma con forza il nostro impegno per una cultura che valorizza l’equità, l’inclusività e il rispetto – ha sottolineato Marco Bizzarri, presidente e ceo di Gucci – Attraverso azioni concrete come l’impiego di tecnologie innovative per eliminare i bias nella selezione, colmare il gap salariale, implementare politiche di congedo parentale, favorire una maggiore presenza femminile in ruoli di leadership e programmi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica (come la campagna globale per la parità di genere Gucci Chime, ndr) sosteniamo il cambiamento e promuoviamo la trasformazione culturale nell’industria della moda e del lusso a livello mondiale e continueremo a farlo”

L’annuncio è coinciso con la pubblicazione dell’edizione 2022 del rapporto di impatto Gucci Equilibrium.

“Il percorso di Gucci per la parità di genere è un impegno continuo che trae origine dal rispetto – aggiunge Bizzarri -. Lo stesso rispetto che abbiamo per il nostro pianeta e che con convinzione e determinazione adottiamo nel business, come evidenziato nell’Impact Report”

Per raggiungere un pubblico più ampio e comunicare in modo più chiaro il proprio percorso, Gucci presenterà una serie di video che approfondiranno alcuni dei pilastri della sua politica.

Questi video includeranno testimonianze di persone eccezionali, come la fondatrice e CEO di Tilting the Lens, Sinéad Burke, che parlerà di inclusione e disabilità, la Global Executive Director di Equality Now, Mona Sinha, che si concentrerà sull’uguaglianza di genere, Gabriela Bordabehere, responsabile de la Soledad, una delle fattorie coinvolte nel programma Nativa Regen per un focus sull’agricoltura rigenerativa, e infine il team di Gucci ArtLab Firenze, che approfondirà il lavoro della maison per proteggere l’arte dell’artigianato.

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